Attraverso una visita specialistica durante la quale il dentista effettua un sondaggio delle tasche parodontali, misura analiticamente l’eventuale perdita di attacco, compila un’apposita cartella e spesso esegue alcune radiografie endorali.

Alla fine di questo iter è possibile giungere alla diagnosi di malattia parodontale e valutare la sua estensione ai vari elementi dentari

Quali sono le terapie applicabili?

La terapia della malattia  parodontale prevede una prima fase comune detta terapia iniziale o  causale ed eventualmente, in un secondo tempo, una terapia chirurgica rigenerativa o resettiva.

Per terapia causale si intende la rimozione della causa primaria della patologia ossia i batteri.

Consiste nella rimozione della placca batterica e del tartaro sopra e sottogengivale mediante strumenti manuali (curette e scalers) o ad ultrasuoni (ablatori). Al termine di questa fase iniziale il paziente viene istruito su come mantenere una corretta igiene orale attraverso l’uso corretto di spazzolino e filo interdentale. Vengono inoltre dispensati consigli per correggere eventuali abitudini scorrette quali ad esempio il fumo.

La terapia iniziale e la corretta educazione del paziente si pongono come obiettivo una significativa e duratura riduzione della quantità di placca batterica con conseguente scomparsa o riduzione dei segni clinici di infiammazione (rossore, sanguinamento, gonfiore).

Al termine della fase causale della terapia, qualora permangano tasche parodontali profonde più di 4 mm, è possibile prendere in considerazione una terapia chirurgica (Motore endodontico).

A seconda del tipo di difetto osseo si possono eseguire una terapia “resettiva”, il cui scopo è quello di giungere all’eliminazione della tasca oppure una terapia rigenerativa il cui fine è quello di ripristinare, ove possibile ,l’apparato di sostegno andato perduto.

Al termine della terapia il paziente viene indirizzato ad una fase di mantenimento della salute parodontale attraverso richiami periodici di controllo con frequenza variabile da soggetto a soggetto.

In occasione delle sedute di controllo vengono nuovamente monitorati i parametri di infiammazione gengivale ed eventualmente effettuate altre sedute di igiene orale.

La malattia parodontale è ereditaria?

 No, la malattia ha una causa batterica ossia la placca. Esistono alcune alterazioni immunitarie che possono rendere  alcuni soggetti più suscettibili alla malattia per una minore capacità di difesa nei confronti dei batteri patogeni (Lampade diagnostiche).